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Note:
Come a sottolineare i progressi fatti nei cinque anni di esistenza della linea, la Bandai realizza una versione rinnovata del capostipite dei Master Grade, l’RX-78-2 Gundam. Del predecessore vengono riutilizzate le coperture delle braccia (tranne le articolazioni), lo scudo, li bazooka e il beam rifle; tutto il resto viene rifatto. Il coesistere di vecchio e nuovo può spiegare l’indice di revisione (1.5) adottato.
Sia le proporzioni che il design sono ripresi dal kit 1/60 Perfect Grade, dal quale questo si differenzia, oltre che per la scala, per avere inner frame solo in corrispondenza degli arti; il torso è infatti cavo per ospitare il Core Fighter trasformato.
In fase progettuale è stata posta molta attenzione per ovviare ai più frequenti difetti che si riscontrano montando modellini di robot giganti: stabilità, bilanciamento e posabilità. La soluzione è un ulteriore sviluppo dell’inner frame della gamba che, assemblato, lavora come un pezzo unico grazie anche ai numerosi pistoni.
Come da tradizione, la parte centrale del petto è apribile per mostrare il cockpit e la figura del pilota; apribili sono anche gli avambracci, i femori e le coperture dei polpacci, un omaggio alla prima edizione dell’RX-78-2.
Tra le armi fornite, le tre già citate sono ereditate da quella che molti indicano come Ver.1.0; le beam saber sono invece rinnovate sia nella forma che nella possibilità di diventare beam javelin, ottenuto aggiungendo un pezzo apposito e, purtroppo, non per estrusione di sezioni telescopiche successive come avviene nella serie animata. Completamente nuovo è il Gundam hammer, ossia la mazza ferrata provvista di catena e con terminale ad ancora: si tratta di un’arma poco usata dall’RX-78-2, e forse anche per questo si è scelto di inserirla così da aumentare la desiderabilità del modellino da parte dei collezionisti. |