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Note:
A due mesi di distanza dallo Zeta Plus A1, la linea Master Grade propone il C1, poco più che una ricolorazione della precedente uscita. Appare opportuno ribadire che i kit Bandai si assemblano per incastro, senza l’uso di colla, e non richiedono verniciatura: in quest’ottica è perfettamente comprensibile il rilascio di un modellino diverso al cambiare del solo colore. In questo caso, comunque, ci sono altre differenze che, come spesso accade, solo un confronto attento permette di evidenziare. La parte centrale dello skirt è nuova, leggermente più grande e sagomata. Il pezzo usato sia come scudo che come punta del Wave Rider è integrato nel lungo fucile (il beam smartgun), l’unica arma fornita, oltre alle beam saber. Le maggiori variazioni si vedono però sulla schiena del mobile suit: oltre a quattro serbatoi supplementari, agganciati alle ali, ci sono infatti i blocchi motori, separati dello stabilizzatore (tail stabilizer). L’ultimo aspetto su cui soffermarsi sono i carrelli su cui poggia il mecha in assetto trasformato, terminanti con “pattini” anziché ruote.
Il già menzionato beam smartgun merita un approfondimento. Se infatti lo Zeta Plus C1 richiede meno pezzi dell’A1 (352 contro 365), è anche vero che ha un runner in più, dedicato al solo fucile. Più lungo dell’intero mobile suit, tanto da rischiare di sbilanciarlo, ha un proprio sistema di sensori che termina con un grosso radar discoidale (disc radome); la canna può inoltre essere smontata, ottenendo un Wave Rider dall’aspetto più convenzionale. |